lunedì 24 dicembre 2012

Merry Christmas!



Eccoci, ci siamo, anche quest'anno è arrivato il Natale: mi raccomando, eh, puntuale come sempre!
Anche quest'anno, tutti pronti per le grandi riunioni di famiglia, per le enormi mangiate e le infinite ore seduti a tavola. Quest'anno, come tutti gli anni, dopo la cena, dopo aver scartato i regali, S. ed io andremo alla messa di mezzanotte, che vado a messa una volta l'anno io, il 24 dicembre. 



Per questo Natale, caro babbo natale, non ti chiedo pace nel mondo e più amore per tutti. Quest'anno sono estremamente egoista. Ti chiedo serenità per me. Ti chiedo la tanto amata 2.55, che non arriverà mai. Ti chiedo di potermene andare il prima possibile da qui, e raggiungere A. in quel di Berlino. Ti chiedo che la mia famiglia possa venire con me, e che S. riesca a superare gli esami all'università e la tesi di laurea senza essere agitata come sempre. Ti chiedo tante cose, tante piccole cose.
Questo è il primo Natale di Maybe you'll smile. Che, egoismo a parte, vi augura di trascorrere le feste sereni e con gioia, e di godervi parenti e amici il più possibile. 


Buon Natale e buone feste a tutti voi, anche dalla piccola Cocò!

Sary

mercoledì 19 dicembre 2012

19*12*12


Nella playlist stasera canta Rihanna, e io seguo solo il ritornello di "we found love", che poi solo quello ascolto di tutta la canzone. La sento e immagino gente sui rollerblade giocare per strada, giornate volgere al termine con un sole rosso fuoco. E penso, che alle volte non possiamo rimandare, che alle volte dobbiamo affrontare, e decidere, scegliere. Senza "ma", "forse", "però" e "se invece", no, senza sfumature. O nero o bianco, o giorno o notte. O buio o luce. E' davvero così importante prendere delle decisioni nette? Non si può tentare, provare, trovare vie diverse? Davanti a un bivio non c'è un segnale che dice: aspetta qui, forse che le cose cambieranno e potrai evitarti tutto questo. A un bivio, quando la scelta è dura, difficile, devi prendere quello che è meglio per te. Devi andare avanti da te, senza pensare ai ma, ai forse. Non esistono sfumature. Sfumature di che? Di nero? Di grigio? A parte il titolo di un libro (che ringraziando il cielo non ho comprato) e quelle di fotografie, come si possono decifrare delle sfumature? Un bicchiere o è vuoto o è pieno. Non c'è il 3/4. 




Crederci che poi arriva. Crederci che poi avviene. Ecco come fai a spingerti, a scegliere. E poi, altro che sfumature. Un mondo di colori, dopo il rischio. Una volta decisa, una volta stabilito qualcosa, la leggerezza della presa di posizione si fa in mille colori, si fa serenità, piacevolezza. Si avrà comunque paura del futuro, ma come mi ripeteva tempo fa la mia amica G, chi non risica non rosica. I lati buoni ci sono sempre, così come quelli cattivi. Bisogna vedere se il gioco vale la candela. Quanto si è disposti a spingersi? 



La mia candela il gioco lo vale tutto. E la mia scelta da un bel po' che l'ho fatta. Sto aspettando solo il momento adatto per realizzarla. E questo è un altro regalo da chiedere al caro amico Babbo Natale. Ma questo, ve lo racconterò in un altro post.

Sary

martedì 11 dicembre 2012

That's Christmas Time!




Rieccoci a dicembre, al freddo, alla neve. Al Natale. Io adoro in particolar modo il Natale, un periodo magico per i bimbi, e ogni volta per me è un tornare indietro nel tempo, un gioco, una festa. Fare l'albero con mia madre e mio padre, con le canzoni natalizie in sottofondo, a scegliere le palline belle da mettere davanti, e quelle un po' più bruttine dietro, che non si vedono. A mettere le luci, che "te le metto io, Sara, che sennò le metti male", a ridere perché Cocò ci porta anche la sua pallina da tennis, tutta felice ed entusiasta. .



A contrario di tanti, a me piace fare i regali, fare l'albero, girare tutti coperti, uscire dai negozi e augurare buone feste, che ormai lo fanno in pochi. Mi piace tornare bambina, quando l'attesa di Babbo Natale era l'unico pensiero, e adesso, l'atmosfera mi travolge. Insomma, io sono vecchio stampo. Tradizionalista. Quando si sta tutti a tavola, a ridere, a ricordare i bei momenti passati. Quando ci si abbuffa con primi, secondi e dolci. Mi piace andare alla messa di mezzanotte con la mia migliore amica, e tornare quasi rotolando per tutto quello che si è mangiato a Vigilia. Credo che sia la festa più bella dell'anno




Sary






venerdì 7 dicembre 2012

A LooP!


Tutti, o quasi, utilizziamo facebook per metterci in contatto con le persone che conosciamo. Ma facebook è diventato anche uno spazio pubblicitario, grazie al quale molte aziende si fanno conoscere. Ed è così che ho cliccato "mi piace" alla pagina ufficiale di A LooP. Nuovo brand che si affaccia al mondo del made in Italy nel 2012, A LooP crea felpe, maglie, sciarpe (dette scialoop) proprio come piace a voi. Un'idea originale, per uscire dal conformismo dell'abbigliamento, per essere diversi, originali, per mostrare qualcosa che nessun altro ha. Perché le opere di A LooP sono interamente fatte a mano, niente stampe, niente copie, solo originalità. Voi scegliete quello che volete scrivere e loro lo fanno. Per rendervi meglio l'idea, vi propongo qui sotto una piccola intervista fatta a Dario Pellegrino, che spiega un po' il mondo A LooP! 


1. Come e quando nata l'idea di ALoop?
A LooP nasce da un pensiero ricorrente ( da qui il nome A LOOP) che viaggiava nella testa allo scopo di valorizzare l' arte Made In Italy
2. Chi collabora con te?
Le idee della gente sono la nostra collaborazione più forte, ma coprono un ruolo fondamentale MANUEL FARRIS Account Manager, speaker, talent scout e grande comunicatore, VINCENZO NUGNES Direttore Marketing, preciso accorto e consapevole di questo brand in crescita e in continuo movimento.
3. Qual è il vostro target?
Il target è variegato, dal giovane che ha voglia di evadere e distinguersi nei club, alla ragazza nei party più glamour sino ad arrivvare alle persone più adulte che, nella quotidianità hanno il piacere di lanciare messaggi e farsi notare grazie ad A LooP
4. Cosa proponete esattamente?
Ogni prodotto A LooP, t-shirt, felpa, scialoop è esclusivo, rigorosamente fatto a mano, un brand frizzante Made In Italy che si arricchisce giorno per giorno di nuove idee
5. Come mai il nome "ALoop"?
Come una canzone, attraverso la sua musica lancia un messaggio sonoro che continua a viaggare nella mente anche dopo aver spento la radio, così A LooP lascia un segno creativo nella testa della gente e non si ferma mai, crea nuove idee che si traducono in nuovi stimoli per nuove creazioni A LooP
6. Perchè pensate che il vostro brand sia migliore di altri?
Se migliore è paragonabile ad esclusivo allora sì, siamo migliori degli altri brand in circolazione.
Ma poiché A LooP è totalmente fatto a mano non è paragonabile agli altri marchi di abbigliamento, è un' opera d' arte, ecco sicuramente in una galleria d' arte A LooP la farebbe da padrone!
7. Qual è la vostra aspirazione più grande riguardo ALoop?
L' aspirazione più grande è riuscire a entrare nella testa della gente facendo capire che la preziosità del prodotto fatto a mano poiché garanzia di unicità e qualità. L' artigianato è certezza di portare nel mondo la forza e la capacità creativa che solo il MADE IN ITALY può dare
8. Descrivi ALoop in 3 parole
ORIGINALE ARTIGIANALE EMOZIONALE


martedì 4 dicembre 2012

Dream On, Dream On..



E' iniziato dicembre, da un po' ormai.. Il mese è cominciato con una serata tra amici, al concerto di un ragazzo, nostro conoscente. La cosa che mi ha portato a scrivere il post che state leggendo è stata l'affermazione di F., mio amico: "certo, io ammiro davvero molto G. Ha un sogno e lo sta inseguendo." Ecco, questo mi fa riflettere. Vedete, ho sempre creduto che la cosa migliore fosse fare della propria vita quello che si desidera,  che se abbiamo aspirazioni, o come li chiama F. semplicemente "sogni" è giusto proseguire col sogno, andare avanti, fino a realizzarlo? Sarebbe giusto, sarebbe bello. Ma per come stanno le cose oggi, beh, dico anche che bisogna arrangiarsi. Accontentarsi. Ma quanto è giusto privarsi delle proprie aspirazione, ambizioni? Voglio dire, fin da bambino ti chiedono "cosa vuoi fare da grande" e ti insegnano che se ci credi, se ci speri, se ti impegni, puoi realizzare tutto quello che vuoi. 
Detto ciò, pur essendo una persona realista, nonché per niente choosy, per la nostra cara signora Fornero, sono anche un'eterna sognatrice, e spero che ognuno di voi, di noi, che spera di realizzare qualcosa, si impegni vivamente, con tutto sé stesso, e anche se le condizioni non saranno delle migliori, di continuare a crederci e andare avanti, perché alla fine i sogni non si sviluppano dormendo :)



 


Sara